Campo di concentramento di Sachsenhausen: un Memoriale per non dimenticare

Se c’è un luogo di Berlino dove sono stata inondata da emozioni (purtroppo malinconiche) è proprio l’ex campo di Concentramento di Sachsenhausen.

Per quanto io sia una persona apprensiva e quindi sapevo l’angosciante effetto che mi avrebbe fatto, ero ugualmente interessata. Una volta varcata quella soglia, non c’è libro di storia o racconto che possa trasmetterti tali turbamenti, te lo assicuro.

entrata campo di sachsenhausen

Arbeit macht frei – Il lavoro rende liberi

Toccare con mano e scoprire con i propri occhi è tutto completamente diverso.

 

Il primo campo di concentramento tedesco fu costruito a partire dal 21 marzo del 1933, in una vecchia fabbrica, al centro di Oranienburg. Qui, fino alla liberazione dell’Europa dal regime nazista, oltre 200.000 prigionieri furono vittime di maltrattamenti, violenze e umiliazioni.

Rivedendo le immagini l’effetto è lo stesso e l’angoscia mi sovrasta. La testa rievoca gli innumerevoli maltrattamenti che queste “persone” hanno inflitto ad essere umani innocenti e giuro, non riesco a capacitarmene. Perché?

Zona off limits Sachsenhausen Impianti di sicurezza

*Caratterizzati dalla striscia della morte, dal recinto di alta tensione e dal muro del lager.  Il cartello indica: ZONA NEUTRALE: sarete immediatamente sparati senza preavviso“.

Accadeva che, i stessi prigionieri, si lanciavano volontariamente, per porre fine alle atroci sofferenze*


Pista di testaggio per scarpe Sachsenhausen Pista di testaggio per scarpe

In questo circuito, formato da diversi tipi di pavimentazione, i detenuti erano costretti a marciare per intere giornate, in modo da testare la solatura delle scarpe Wehrmacht


Piazza d'appello Sachsenhausen Piazza d’appello

I detenuti venivano chiamati all’appello più volte al giorno, e lasciati li per ore, spesso, con condizioni climatiche avverse


Camere Sachsenhausen

Bagni Sachsenhausen  Vasca bagno Sachsenhausen

* Le baracche dove vennero ammassati dalle SS , i prigionieri ebrei. Ad oggi, rimangono soltanto due di queste strutture, le restanti sono andate distrutte *


Sachsenhausen

Il carcere Sachsenhausen Il carcere

* L’edificio, costruito dai stessi prigionieri, fu un luogo ricco di maltrattamenti e omicidi*


La fossa per le fucilazioni Sachsenhausen La fossa per le fucilazioni


I forni crematori Sachsenhausen I forni crematori

A seguito della riunificazione delle due Germanie, il Museo di Sachsenhausen è diventato parte della Fondazione Memoriale di Brandeburg.

Dopo la distruzione, quest’area fu abbandonata a se stessa. Nel 1956 iniziarono la progettazione per la costruzione del Memoriale di Sachsenhausen, fino all’apertura, avvenuta nel 1961.

Alcuni edifici sono stati ricostruiti in base ai relitti storici, per gli altri sono stati delimitati sul terreno i luoghi in cui sorgevano le baracche, in modo da poter rendere visibile gli edifici di un tempo.


Consigli: la durata della visita richiederà sicuramente diverse ore. E’ una zona quasi interamente all’aperto e ci sarà da camminare molto pertanto ti suggerisco un abbigliamento comodo e idoneo. E’ NECESSARIA l’audioguida.

Per tutte le altre informazioni puoi consultare il sito ufficiale.

 

Come arrivare: Treno regionale RE 5 dalla stazione centrale di Berlino (Berlin-Hbf) fino alla stazione di Oranienburg (durata del viaggio 25 minuti). Treno regionale RB 12 da Berlin-Lichtenberg fino alla stazione di Oranienburg (circa 30 minuti). Metropolitana S-Bahn (linea S1) fino alla stazione di Oranienburg (circa 50 minuti).

La stazione si trova al centro del paese. All’arrivo, puoi decidere se prendere l’autobus 804 (direzione Malz) oppure proseguire a piedi seguendo la segnaletica (circa 20 minuti).

Lascia un commento | Il tuo posto nel mondo

14 Comments
  • inworldshoes
    Posted at 12:06h, 27 gennaio Rispondi

    Questi luoghi sono così difficili da digerire, così come tutta la storia che gli ruota intorno.
    E’ sempre un doloroso colpo al cuore….

    • iltuopostonelmondo
      Posted at 14:34h, 27 gennaio Rispondi

      Hai ragione, è straziante ripercorrere questo periodo storico, ma sarebbe peggio far finta che nulla sia accaduto :*

  • Giulia
    Posted at 12:13h, 27 gennaio Rispondi

    Ti capisco perfettamente, anch’io ho avuto modo di visitare Sachsenhausen ed è un pugno nello stomaco, non si esce facilmente indenni. Ma credo che queste visite siano necessarie, almeno una volta nella vita, proprio per ricordare e non ripetere mai più.

    • iltuopostonelmondo
      Posted at 14:36h, 27 gennaio Rispondi

      Sono d’accordo con te Giulia, come ho scritto nell’articolo, per quanto fossi preparata psicologicamente, le lacrime sono scese ugualmente mentre ascoltavo le atrocità inflitte a queste povere persone 🙁

  • clodb81
    Posted at 13:01h, 27 gennaio Rispondi

    Di questo luogo ho letto qualcosa in diversi romanzi storici -non libri di storia- e appena avrò la possibilità, non perderò la visita.
    Io ho un ricordo, ma non vorrei fosse quello sbagliato: non era qui, che quel macellaio del medico del regime, faceva esperimenti chirurgici sui detenuti? Ma quando parlo di esperimenti, intendo tentativi maniacali e scioccanti, che spero lui paghi per l’eternità… Però forse sbaglio campo.
    Non vorrei far confusione con la Baviera.
    Ottimo consiglio di visita.
    Claudia B.

    • iltuopostonelmondo
      Posted at 14:41h, 27 gennaio Rispondi

      Tra le mille atrocità inflitte c’era in un’ala del campo, una sala dove “dottori” vivisezionavano e applicavano esperimenti sulle persone (vive ovviamente) ma non ricordo se tra loro ci fosse un macellaio… la cosa comunque non mi meraviglierebbe 🙁
      Un bacione Cla :*

      • clodb81
        Posted at 15:46h, 27 gennaio Rispondi

        Allora è quello di cui ho letto io!!! La clinica in Baviera era quella che sterminava persone portatrici di handicap (anche tedesche).
        Mi sono espressa male, per macellaio intendevo un medico reale, che si abbassava a questi scempi…Ricordo di aver letto che molti erano vivi e veniva fatto loro di tutto….Io non ho parole…

        • iltuopostonelmondo
          Posted at 16:51h, 27 gennaio Rispondi

          Per come la vedo io, non ti sei espressa male: come altro definiresti una persona del genere? Sono io che credo di non aver compreso bene… 🙁

  • L'OrsaNelCarro Travel Blog
    Posted at 21:16h, 27 gennaio Rispondi

    E’ assolutamente vero: lo strazio che si prova sui libri o guardando un documentario è mille volte schermato rispetto all’angoscia che ti assale visitandoli dal vivo certi luoghi. E non vorrei per nulla al mondo trovarmi dal vivo di fronte al racconto sofferto di un superstite perchè sono sicura che non reggerei…
    Quindi quella terribile scritta si trova all’ingresso di tutti i lager europei?
    Bastardi.

  • Silvia - The Food Traveler
    Posted at 14:39h, 29 gennaio Rispondi

    Sto leggendo proprio in questi giorni un libro ambientato nella Germania nazista in cui si parla delle atrocità commesse all’interno della “struttura ospedaliera” di Akelberg in Baviera (forse quella a cui ha accennato Claudia): solo leggendo il libro viene la pelle d’oca al pensiero delle cattiverie inflitte, per cui posso solo immaginare cosa possa significare visitare posti simili di persona.

    • iltuopostonelmondo
      Posted at 10:07h, 30 gennaio Rispondi

      Anche io ho letto molti libri e visto documentari relativi a questo periodo storico: nulla in confronto ad un vero campo di concentramento. Sentire le storie e le torture accadute dentro quelle mura è qualcosa che ti lacera dentro, davvero.

  • Silvia
    Posted at 10:05h, 06 febbraio Rispondi

    Sono luoghi che non riesci a dimenticare.. qualche anno fa ho visitato il campo di Dachau e ancora faccio fatica a rendermi conto dell’orrore che si viveva lì ogni giorno, ogni ora..
    Davvero complimenti per le foto, sono splendide e delicate, perfette per un post come questo!

    • iltuopostonelmondo
      Posted at 10:09h, 06 febbraio Rispondi

      Grazie mille Silvia! ?
      Non sono mai stata al campo di Dachau ma non faccio fatica ad immaginare le atrocità che si svolgevano anche li, ogni volta che ci penso la domanda che mi perseguita è sempre “perchè?” ?

  • recensioni53
    Posted at 11:02h, 06 febbraio Rispondi

    Come purtoppo a quei tempi hanno fatto in tanti!!! In Germania solo un piccolo gruppo di studenti universitari clandestinamente stampava opuscoli contro il regime nazista.

Post A Comment

*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: